Aggiornamenti in tempo reale:
12:25 – Luigi Zingales - Parte subito forte l’economista: “L’Italia è governata dai peggiori, siamo in una peggiograzia. Dobbiamo sradicare questo modello. Dobbiamo rimettere al centro del dibattito la cultura meritocrazia”. Perché? “Manca la cultura della legalità”. E poi analizza: “Non c’è persona più fedele del buono a nulla che non ha alternative. Per questo in Italia, dove non si premia il merito ci sono le migliori segretarie ed i peggiori manager. Per questo le donne migliori sono relegate a lavori di segreteria”. Parte l’offensiva ai dinosauri della politica: “Dobbiamo eliminare una classe dirigente incompetente e corrotta, dobbiamo cambiare la mentalità dominante: chi ruba è un furbo chi è onesto è un fesso”. Poi una considerazione filosofica e pratica: “Mani pulite fallì perché cercò di colpire tutti, se tutti sono colpevoli nessuno è colpevole”. Infine l’invito e l’augurio per il sindaco di Firenze: “Cambiare è possibile, Renzi lo ha fatto a Firenze ora gli chiediamo di farlo in tutta Italia”.
12:15 – Giorgio Gori - “Mi piacerebbe cambiare la Rai e quindi tutta la televisione italiana. Tre cose: la prima, mettere i partiti fuori dalla gestione della televisione di Stato. Penso a un modello di gestione molto simile alla BBC. Niente più politici. Poi un finanziamento adeguato, oggi il canone Rai è il più basso d’Europa. Ridefinire il canone per quello che già è: una tassa sulla televisione. Non c’è ragione che la Rai poi faccia televisione commerciale. Dobbiamo ridare dignità al servizio pubblico, che deve essere più coraggioso e votato al meglio. Libero perché finanziato da risorse sicure”. Dopo la parentesi televisiva, l’analisi politica: “Io non sono né un politico né un amministratore e nemmeno un giovane, sono del ’60. Ma essere giovani non dipende dalla data sulla carta di identità. E’ una condizione della testa e del cuore. E cita gli interventi di Chiamparino e Parisi, “di gente come loro noi non potremmo mai farne a meno”. Finisce con una parola “verità”, la parola chiave. “La verità è che il Paese è in grande difficoltà, dal debito pubblico, all’immagine internazionale. Dobbiamo smettere di farci i fatti nostri, è l’ora che chi può, cominci a darsi da fare. Io non mi rassegno a vedere che il mio Paese sia sempre in fondo alle classifiche, fatto a pezzi, alle solite facce. Quindi io ci sono caro Matteo. Io questa partita me la voglio giocare. Un io per formare un grande noi con Matteo Renzi. E’ il momento di uscire dalle tane, la tempesta di sabbia non finirà da sola, dobbiamo farla finire”. Applauso lunghissimo ed un abbraccio forte con Renzi.
ORE 11:40 – Sul palco Fausto Brizzi - Il regista che ha curato la sigla del Big Bang e parte delle immagini trasmesse dai display della Leopolda, sale sul palco: “La mia generazione non ha perso, ancora no. Non tutto è compromesso”. Se fosse presidente del consiglio Brizzi partirebbe da due parole: “Buon esempio. Sembrano sciocche, semplici ma Berlusconi ha fatto tutto tranne dare il buon esempio. E’ molto importante legiferare, però – e cita un vecchio film di De Sica – ‘I bambini ci guardano’. La sala intanto si è riempita, anzi è stracolma. Finite le sedie. C’è chi si accomoda nell’area buffet e segue il Big Bang dagli schermi. Decine e decine le telecamere puntate sul palco. L’ora (l’Era?) di Renzi si avvicina.
ORE 11:30 – Ferrari e Montezemolo - Dal palco annunciano: l’intervento di Matteo Renzi è previsto per le 12:30. Prende la parola il sindaco e commenta con una battuta: “Per chi non mi volesse seguire alle Cascine c’è la Ferrari, un appuntamento figlio di un accordo tra noi di destra e Montezemolo”.
ORE 10,30 Il presidente Rossi non parteciperà alla convention dei rottamatori, si sposa
ORE 10:20 – Alluvione Lunigiana – Anche oggi i protagonisti del Big Bang mandano un messaggio di solidarietà e di vicinanza alle popolazioni ligure e toscane colpite dall’alluvione. C’è anche un numero a cui mandare un contributo via SMS: 45500
Ore 10,05 Si parla di lotta alla mafia. Arrivare ad un’intesa europea per contrastare il fenomeno
ORE 10:00 – Cetto La Qualunque - Sui display passa un video di Antonio Albanese, direttamente dal film “Qualunquemente”: “Quante volte ti devo dire che le tasse sono come la droga? Se le paghi una volta, anche solo per provare, finisce che ti prende la voglia!”.
ORE 9:30 – Si (ri)parte - Sta per cominciare l’ultima giornata della Leopolda II. Come sarà ricordato il Big Bang di Matteo Renzi? I giorni del WikiPd, la nascita di una nuova corrente politica, le polemiche sui giovani intraprendenti (tra calci, scalci ed asini), oppure il Big Bang lancerà definitivamente il sindaco di Firenze dentro il calderone delle primarie. Questa è la grande domanda, da qui non si scappa. Per adesso un unico comandamento: “Candideremo le nostre idee al Governo” ha ripetuto fino allo sfinimento Renzi. La frase tuttavia non è completa, manca di due parole chiave: “Poi vedremo….”. Due parole che dicono tutto ed il contrario di tutto, dentro c’è un mare di ipotesi e di scenari. Sul palco cominciano a susseguirsi gli interventi degli oratori. La regola è la stessa, 5 minuti a testa ed una domanda: cosa faresti se tu fossi presidente del consiglio?
Terzo e ultimo giorno. Attesa per il discorso di chiusura di Renzi
ORE 21 CIRCA – Rompete le righe - Finisce la seconda giornata del Big Bang. Dodici ore non stop. Sul palco Chiamparino, Parisi, Civati, Nardella, Ghisolfi, Pif e tanti altri. Ognuno con i suoi cinque minuti, più o meno apprezzati. Fuori la polemica a distanza con Vendola prima e con Bersani dopo. Ma è tardi, la sala è già vuota. Tutti a casa. L’ultima giornata domani, dalle 9 di mattina in poi.
Ore 19,30 ( Dalla conferenza stampa) Renzi a Bersani “Io non sono un asino”
ORE 18:40 – Nardella - Il vicesindaco di Firenze, oggetto delle recenti attenzioni di Crozza (orsetto vicesindaco) ritorna sopra l’articolo 9 della Costituzione. Parla di patrimonio e propone una vera riforma dei Beni culturali: dalle Soprintendenze da un sistema di Comuni; nuova tempistica sulle procedure burocratiche; una valorizzazione del patrimonio e dei Beni Culturali che passi attraverso il controllo regionale.
ORE 17:30 – Non sono un asino - Da Napoli Bersani dal palco di ‘Finalmente Sud’: “Bisogna ripartire dai giovani. Ma guai a un ricambio senza cambiamento, guai a un ricambio secondo lo slogan: ‘vai via tu che arrivo io che son più giovane’. Non si può dar l’idea che un giovane per andare avanti deve scalciare, deve insultare“. Un riferimento, un monito che il segretario dei Democratici invia direttamente a Matteo Renzi. Poco dopo, durante l’incontro con la stampa, il sindaco di Firenze risponde colpo su colpo, anzi attacca: “Io non scalcio, non sono un asino, sono abituato a camminare. Siamo giovani non asini. Certo non sono abituato a fare la fila con i capicorrente”.(Guarda i Video)
ORE 15:55 – Ancora Guzzanti - Viene trasmesso un video di Guzzanti nei panni di Bertinotti. Il video passa poco dopo le parole di Vendola. Che sia questa la risposta che arriva dalla Leopolda alla sinistra radicale?
ORE 15:30 – Polemiche fuori le mura di casa - Renzi legge un’ansa dal palco di Sergio D’Antoni: “Da Renzi nessuna parola per il sud”. Piccata la risposta del sindaco: “Ieri abbiamo inaugurato il Big Bang con Davide Faraoni noto esponente Valdo atesino”. Ci scherza sopra ma allo stesso tempo invita i vertici del partito alla serietà. Sempre da fuori arriva un’altra voce, questa è più decisa, sa di bordata. “Considero Renzi una persona molto interessante, molto simpatica, con una cultura politica essenzialmente di destra. Lo considero incapace di porre il tema della fuoriuscita dal disastro che in un trentennio il liberismo ha compiuto nel mondo intero e quindi mi sento molto antagonista delle ragioni di Renzi”. A dirlo è stato il leader di Sel Nichi Vendola ai microfoni di Radio 24 commentando quello che sta succedendo alla Leopolda. Sul Big Bang, il nuovo inizio, Vendola risponde così: “Renzi sei il vecchio”. Che le primarie abbiano inizio.
ORE 14:50 – Civati sul palco del Big Bang – Parla, non parla, alla fine Pippo ha parlato. Su questo palco si erano uniti, per questo palco hanno litigato per mesi, anche se a distanza. Anzi qualche frecciatina gliela aveva tirata anche questa mattina direttamente dalla Leopolda. Prima davanti ai microfoni dei giornalisti: “La Leopolda è casa mia: è stata la casa di un altro che ha diviso me e Matteo”. Poco dopo seduto in platea, direttamente su Twitter: “Sono alla #Leopolda – scrive sul network – così l’#occupypd lo si fa a modino e la piantiamo con i personalismi e con le polemiche inutili, in un momento così”. Dopo il WikiPd, lanciato da Renzi ieri, l’occupypd di Pippo. “Non sono stato invitato, sono solo ad ascoltare, non credo interverrò” aveva annunciato questa mattina. Divisi su tutto? Pareva così. Invece al rientro dalla pausa pranzo Renzi lo annuncia sul palco. “Bentornato” gli dice il sindaco. “Grazie, questa è casa mia” gli risponde Civati che subito dopo gli stringe la mano. “Noi siamo entrambi nati nel ’75″ gli dice “quelli che litigano oggi sono gli stessi che litigavano allora, io sono venuto qui a portare un messaggio distensivo perché non possiamo permetterci di discutere come due Gormiti”. Per finire un invito, rivolto a Renzi ed a tutto la generazione under 40 del Pd: “Portiamo una nuova generazione al governo di questo Paese, discutiamo sulle idee e le proposte ma facciamolo tutti assieme. E nel Pd che è l’unico posto in cui farlo”. Saluta e prima di scendere dal palco abbraccia Renzi, una stretta veloce. Pace fatta?
ORE 13:30 – Pausa, quella vera - Break al Big Bang, non per il pezzo di Jovanotti che incessantemente passa in audio accompagnato da un video che prende un po’ tutto e tutto al contrario, una storia a ritroso, con immagini da gambero. Sorpresa in sala: c’è il grande ex centrale del Milan, ora commentatore Sky, Billy Costacurta, che sulla sua presenza ci scherza sopra: “Sono venuto perché mia moglie ha incontrato Renzi all’inaugurazione del Museo Gucci e mi ha detto che gli era piaciuto molto. Siccome sono molto geloso e non mi fido di giornali e televisioni sono venuto a vederlo di persona”. Poi ammette: “Tanti interventi molto interessanti, però poi bisogna vedere quanti di queste idee saranno realizzate”.
ORE 13:15 – Pranzo? - Qualcuno comincia a sentire i primi languorini di stomaco e comincia a defilarsi verso la pausa panino. Oggi niente buffet offerto. Sala piena ma non stracolma come ieri sera. Molti gli addetti ai lavori. Sul palco invece non c’è tregua, gli interventi si susseguono uno dietro l’altro, senza soluzione di continuità. C’è anche l’upgrade del video sul Big Bang lanciato da Brizzi: stessa introduzione, poi nuove immagini, dai preparativi alle parole più significative dette dal palco della Leopolda II.
ORE 12,35 – Arturo Parisi - Prende la parola l’uomo che ha messo in piedi il referendum contro l’attuale legge elettorale. Parole attese dalla platea. “E’ meglio rischiare e sbagliare da soli per avere ragione dopo tutti” dice rivolto al sindaco di Firenze. E precisa: “Matteo Renzi è antipatico perché ha detto io prima di ascoltare tutti. Prima di invecchiare”. Parisi spende molto del proprio tempo puntando sul bisogno di coraggio: “Matteo incoraggi gli altri, tutti i Matteo che sono qui oggi incoraggino gli altri. Solo quando si riuscirà a dire io senza giustificarsi avrà senso di parlare di primarie vere. Solo quando tutti riusciremo a dire io, anche a voce bassa, non tradiremo il nostro spirito”. Sembra una vera e propria investitura, più che alla guida del Paese alla competizione per le primarie, al dibattito: “Il mio sogno è quello di sentire tutto intero il suo sogno e su quello confrontarci, metterlo a confronto con i sogni degli altri. I sogni per diventare collettivi hanno bisogno dei sogni di tutti. Al momento abbiamo solo questo gesto coraggioso che molti considerano sfrontato, non possiamo dimenticarlo; per adesso si è fermato ad avrei una proposta, non ha detto ancora io ho una proposta”.
ORE 11,15 – Chiamparino - Dal Palco l’ex sindaco di Torino parla della legge elettorale: “Dobbiamo andare a votare, ma non con questa legge elettorale che allontana le persone dalla politica”. Poi si butta in politica e cita un sondaggio di Repubblica: “Solo il 20% degli italiani da la sufficienza al Governo ed all’opposizione. In campo ci sono solo i tifosi; con i tifosi si può anche vincere ma non si governa”. Poi il lavoro: “aiutare l’impresa ma non abbandonare le persone, non lasciarle alla mercé di questo capitalismo. In conclusione tre appunti. Il primo: “Vi chiedo è più di sinistra mantenere le municipalizzate a controllo pubblico, per questioni di poltrone, o vendere al privato, rimanere su quote attorno al 30% e con i soldi incassati investire su scuola, asili nido, edilizia popolare?”. La domanda è retorica, il pubblico applaude. Secondo questione, primarie: “Non dovrebbero essere chieste da tutti, dovrebbe essere il partito ad annunciarle aperte a tutti”. Ed infine si rivolge direttamente a “Matteo”: “Io non ho mai avuto l’ambizione di fare il numero 1 e sono pronto a fare la mia parte”. Un bell’assist da trequartista vecchia maniera? Forse, ma intanto afferma: “Se nessun programma mi convincesse potrei anch’io decidere di aggiungermi”. Applauso lunghissimo, secondo solo a quello per Baricco.
ORE 11,05 – Pif - Sul palco sale Pif. Risate ma anche stoccate come quando dice, “non voglio votare a sinistra per poi ritrovarmi nell’Udeur di Matella”.
ORE 11,00 A sorpresa è arrivato alla Stazione Leopolda l’ex rottamatore Pippo Civati
ORE 10,00 Parla il padre di Lorenzo Guarnieri, ragazzo morto a seguito di un incidente stradale, travolto da un uomo positivo alla cannabis e in stato di ebbrezza. Il sindaco Renzi, portabandiera della campagna, per una legge contro l’omicidio stradale ricorda di andare sul sito e aderire
ORE 9,50 – Passi indietro e rottamazione - Dal palco Renzi introduce un video indicativo, che illustra bene …
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